Che mondo sarebbe senza Vasco?

Torna Vasco con “Il Mondo Che Vorrei” ,ancora prima che questo album uscisse, aveva già venduto 350mila copie in prenotazione e aveva già due sold out assicurati allo Stadio Olimpico e altrettanti a San Siro. Se nella musica contassero solo le cifre, ci potremmo anche fermare qui, levandoci il cappello davanti a una popolarità senza eguali nel mondo della canzone rock italiana.

Il Blasco nazionale, comprensibilmente, è andato sul sicuro, affidandosi al suo storico gruppo di autori/produttori e il nuovo disco suona inequivocabilmente alla Vasco. D’altronde lo dice lui stesso: “E’ sempre lo stesso rock, solo suonato meglio”.

Il mondo che vorrei è un album “arrabbiato e malinconico”, ma la rabbia non si capisce bene a chi sia rivolta e la malinconia appare spesso fuori luogo, come in E adesso che tocca a me, (”E adesso che sono arrivato fin qui grazie ai miei sogni, che cosa me ne faccio della realtà?“). E’ un Vasco più confidenziale, quello più spiritoso, forse quello più sincero: quello che in Colpa del whisky ci offre, se non altro, uno sprazzo di vita vera.

La genuinità di base del personaggio non può essere messa in dubbio, questo nuovo disco è il pretesto per tornare negli stadi e dare sul palco il meglio di sé, anche grazie a un repertorio senza eguali. Però, in fondo, il tour dell’anno scorso ha fatto il tutto esaurito anche senza album da promuovere…

                                  

~ di angetar su Aprile 6, 2008.

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